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I FORMASSIANI DOC

L'Italia è unita da giornalisti in erba, eroi leggendari dei nostri tempi, che trincano come dannati e che hanno un sogno...
May 20

Dimenticando l'uncinetto By Lore

Superate Quaresima e Pasqua, è altamente probabile, da un punto di vista statistico, finire invitati in qualche comunione o cresima. L'epilogo a pranzo si consuma, di solito, nel pieno di Tutto il calcio minuto per minuto. Già, perchè la politica delle sale di trattenimenti (almeno qui in Sicilia) è quella di far sparire Sky e televisori, per non condizionare il ricevimento. Allora spazio alle vecchie radio, o ai più moderni lettori mp3. Puntuale mi arriva l'invito: il 18 maggio ecco una comunione con la mia ragazza; un suo cuginetto, ovvero la sua famiglia, mi giocano lo scherzetto proprio all'ultima di campionato. Poco male, mi ripeto, convinto del fatto che, dopo tutto, male che vada, lo scudetto sarebbe arrivato già contro il Siena. Nel derby sarebbe stato pretendere troppo: infatti 2-1 e figura di merda per 60' minuti. Niente in confronto a quello che le mie povere coronarie avrebbero sofferto la settimana dopo. Già, il Siena non fa sconti, l'Inter fa l'Inter (quella vecchia, per intenderci) e tutto si giocherà a Parma, proprio all'ultima giornata, cazzo. Maledico la mia passione per il calcio, rimpiangendo di non essermi dedicato al ben più rilassante uncinetto, non appena raggiunta l'età della ragione. In queste occasioni, poi, certa imbecillità viene a galla con convinzione, come gli stronzi a mare, a pelo d'acqua. Andare al bar diventa una sfida, e resistere alle provocazioni da 5 maggio e dintorni è dura. Mi tocca persino spiegare che le intercettazioni col sarto pregiudicato nulla hanno a che vedere con scommesse e illecito sportivo. Ma predico nel deserto e desisto. La domenica mattina del 18 mi ritrovo in un grazioso ma sperduto paese madonita, a 1000 m di altitudine. La giornata è bella e la totale e diffusa ignoranza calcistica della famiglia della mia ragazza tutto sommato giova alla mia salute, già provata dall'attesa e dalle paure. Ma non è il 5 maggio, mi ripeto. La tensione comincia a salire appena giunto al ristorante, dopo aver scollinato fino a Finale di Pollina, sul lungomare a pochi km da Cefalù. Sono le 13.45. Penso con sollievo che, prima dell'inizio della partita, riuscirò a mangiare con relativa calma gli antipasti e i primi. Ma l'assenza di televisori mi urta non poco. Divoro con foga le olive ascolane, le cozze in zuppa, l'insalata di mare, le fettuccine, il riso. Una bottiglia di Regaleali bianco mi passa davanti, ma devo restare lucido. Sono già teso e bere non mi aiuterebbe. Vado ad acqua minerale, mentre le mie previsioni si rivelano azzeccate. Inizia la partita quando i primi sono già stati ingurgitati. Praticamente ho finito di mangiare. Come da copione "fantozziano", la radio gracchia all'interno del ristorante, devo uscire fuori. Per fortuna il posto è ameno, in un bel lungomare soleggiato. Mi addolcisce la pillola del gol di Vucinic, che riapre le voragini della paura. Il 5 maggio non è solo una poesia di Manzoni. Pur mantendendo un pizzico di speranza, ripenso a quanto dilapidato prima, agli 11 punti polverizzati. Mi chiedo se avrei sofferto così se mi fossi dedicato all'uncinetto dall'età di sei anni. Il tempo scorre e non è che mi senta tanto bene. Un filo di barba contribuisce a dare colorito ad una faccia altrimenti cadaverica. Finisce il primo tempo e i familiari della mia ragazza, divertiti e ignari, mi lasciano fare, con un pizzico di compassione. Ma non mancano i soliti rimbrotti del tipo "ma chi te lo fa fare", "ma cosa ci guadagni". E via di seguito. Ma non c'è parola che mi scaldi. Mi invitano a rientrare, ci sono i brindisi, la torta e le foto di rito, inevitabili. Ne farei a meno, vista l'espressione tirata della mia faccia. Ma tant'è. Intanto comincia il secondo tempo: Riccardo Cucchi non ha visto bene l'inter ma si sta scaldando Ibrahimovic. Ci vuole uno sforzo di volontà per credere che un giocatore, dopo quasi due mesi di assenza, possa cambiare il volto di una squadre che sembra non averne più. Arriva la torta, io sono seduto quasi accovacciato, perchè la radio si sente pianissimo. Non mi muovo nè parlo. Quando dico che non mi sento bene, mi si deve credere, non esagero. E poi...non capisco più niente e salto come il tappo di una bottiglia trattenuto a stento e represso. Mi getto sulla mia ragazza (non troppo, perchè il padre è a pochi passi...), abbraccio il cameriere e corro fuori. Devo aspettare il successivo collegamento per capire che ha segnato Ibra, proprio quello che avrei accompagnato personalmente a Madrid, con la mia macchina, quando radiomercato lo dava in partenza per il Real in cambio di 70 milioni di euro. Ora, se lo avessi avuto davanti, gli avrei dato le chiavi di casa. Forse, non era finita. Non è finita, perchè ora l'orologio del mio Breil sembra essersi fermato. Non avrei retto ad un'altra delusione, mentre a Catania i rosiconi soffrono. E' incoraggiante, casomai al Parma saltasse in testa di pareggiare. Mi rassegno ad un infarto plurimo, quando Cucchi annuncia il raddoppio. A quel punto i pochi freni inibitori (alias genitori e parenti della mia raga) spariscono nel nulla, si smaterializzano,insieme a tutti i rosiconi, alle paure, ai veleni. Corro come un ossesso, mentre la mia diolce e comprensiva compagna esce dal ristorante per complimentarsi. Dai, cazzo, ora è fatta, perchè ci vorrebbe talento per farsi raggiungere. Si fa raggiungere, invece, la Roma. Colpa dei soliti aiutini all'Inter, penso, mentre un gesto dell'ombrello sgorga dalle mie braccia. Ops, mi è scappato, ma mi hanno troppo rotto le palle. E' quasi finita, vado in macchina; sprezzante della scaramanzia, mi sono portato una bandiera nerazzurra, prudentemente nascosta sul fondo di un borsone. Mi ci avvolgo in stile superman, dopo aver abbracciato chiunque mi capiti a tiro. Qualcuno mi manda a cagare, ma non me ne preoccupo. Chiunque avrebbe potuto disporre di me, anche come zerbino. In quel momento penso a come sarebbe stata scialba la vita con la sola passione dell'uncinetto. Niente infarti, ma niente follie. L'ultima follia della giornata? Il 5 maggio è solo un capolavoro manzoniano! Lore P.S un saluto a tutti, spero di vedervi scrivere presto
April 22

Se sarà, alla faccia di... by Lore

Sarà, con buone possibilità, e se sarà, lo si potrà dire in faccia ad una buona porzione di contrari, pronti a punzecchiare come tafani assetati di sangue e di polemiche. In faccia agli anti-Mancini (anche interisti), agli orfani di Cuper e Gresko, alle vedove di Recoba e forse anche a Moratti, se è vero che Mourinho è più d'una voce. E' vero che sarà Massimo (e non io) a cacciare fuori i quattrini sonanti, ma perchè smantellare il lavoro fatto? Lo si potrà sbattere in faccia ai romanisti più beceri, compresi giocatori e dirigenti impegnati a straparlare di arbitri e a fomentare sospetti, salvo poi arrabbattarsi disperatamente quando il Diamanti di turno o i vaffa non puniti mettono in crisi il sistema di gioco più spettacolare del mondo (?!). Se sarà, sarà anche per quelli (rosiconi e dintorni) che, con l'Inter a 11 punti di vantaggio, il campionato vale quanto un torneo parrocchiale. Salvo poi, con la Roma a 4 punti, parlare di un Inter fallimentare, incapace di vincere gli scudetti che contano. Giò, perchè quello dell'anno scorso era farlocco, non lo dimentichiamo, Il campionato attuale è farlocco a seconda del distacco fra la prima e la seconda. Targhe alterne... Se non sarà...be', qui non posso dirlo, sarebbe da censura coatta... Lore
March 11

IL RITORNO... ALLA VIGILIA DI UN GRANDE MATCH

Due mesi senza scrivere. Due mesi fitti, in cui ho colpevolmente abbandonato il blog, il caro Lore che, nel frattempo, ha provveduto a non far sprofondare il nostro spazio nell'oblio...
Il Chri ritorna quando è da quasi tre ore l'11 Marzo, la data delle date per gli Interisti, ad una settimana dall'eliminazione di noi Rossoneri, evidentemente impotenti di fronte alla giovane Europa che avanza e che seguirà tra 18 ore, con un pò di invidia, il grande match di San Siro.
Ammesso che (Lore lo sai...) faccio anche dell'Anti-Interismo la mia filosofia calcistica "bricconcella", son sicuro di assistere ad un grande match.
Se tutti gli Interisti fossero come Lorenzo Aquilino, non vedrei motivi per non tifare Inter, ma ahimé il caro Lorenzo è davvero una pecora bianca Angelo ...
Prometto di tornare a tutti gli effetti a scrivere, quantomeno per "duettare" con il Re del Vino/Giro, nella speranza che altri come me ritornino sulla retta via...
 
FORMASSIANI, VI PENSO SEMPRE!!!!
 
Sempre Vs.
ALBE/BRANDI
 
P.S. Lore, quand'è che vieni a Milano???? Ti aspetto!!
February 20

La solita Inter

Ed e' sempre l'Inter a tenere basso,molto basso il nome del calcio italiano in Europa. E' mai possibile che non ne azzeccate una!! Complimenti per le tue considerazioni,estremamente equilibrate ed apprezzabilissime sopratutto per non aver tirato in ballo l'inferiorita' numerica,che in effetti non c'entra assolutamente nulla.  
Certo l'impegno non era semplice ed agevole,ma si pensava che proprio un avversario di questo tipo avrebbe stimolato ulteriormente una squadra che, rispetto a quelle eliminate nei precedenti ottavi da Villareal e Valencia, era di gran lunga superiore: ed invece l'ennesimo patatrac!!!  Un film gia' visto. Arrivati ad Anfield con grandi propositi, han cominciato a subire la veemenza,il furore agonistico tipico delle squadre inglesi senza riuscire ad opporre una benche' minima resistenza. Poi il pollo Materazzi ha completato l'opera ( anche se c'e' da dire che la prima ammonizione e' stata una autentica furbata di F. Torres.
Sia chiaro,non sono antinterista sono incazzato perche' tengo molto ai successi delle squadre italiane in Europa proprio come forma anche di rivalsa nei confronti di paesi come la Spagna e L'Inghilterra che,ahime', ci sovrastano da tanti altri punti di vista della vita sociale culturale e politica.
Purtroppo noi abbiamo la " solita Inter "......
February 19

L'ultimo vecchio ponte by Lore

La strada per il paradiso è sempre stretta, come da biblica memoria. Quella per l'inferno è larga e spaziosa e te la guadagni anche con la sfortuna. A dire il vero la malasorte te la chiami. E se non tiri mai in porta non puoi neppure chiamarla a testimoniare per le generiche attenuanti. Dicevamo delle due strade; entrambe passano per un vecchio ponte di legno, pericolante e malfermo. Il paradiso, cioè la qualificazione, è lì, oltre quel ponte sospeso sul burrone. Perchè vecchio? Perchè le speranze dell'Inter si aggrappano al ricordo scaramantico di vecchie imprese, passate sopra lo stesso "ponte" della rimonta; dal 3-0 risolutore inflitto al Liverpool (1965, ultima coppa dei campioni vinta...) a recuperi prodigiosi contro Aston Villa (1991) e Strasburgo (1998), entrambi apripista per la conquista della Coppa UEFA. Tutto fa brodo per sperare. Il vecchio ed esile ponte ricorda, però, l'incredibile e altrettanto vecchia metamorfosi di una squadra che, oltre i confini nazionali, perde certezze e acquista fragilità insospettate o limiti sconosciuti. Pesa dirlo, eppure chi vedeva, nel muscolare centrocampo dell'Inter, una certa carenza di qualità forse non sbagliava di tanto. Vecchi problemi, scenari da Villareal e Valencia ancora lì, pronti ad essere sventolati dai gaudenti antiinteristi di questa sera. E per il momento controbattere non si può, di fronte ad una prestazione di tale piattume. Un po' di fortuna poteva salvaguardare lo 0-0. Forse non l'abbiamo meritata, ma poco importa. Oltre quel ponte c'è la vita oppure la morte...calcistica, si intende. Oltre quel ponte comunque si andrà. Perdendo, la fragile struttura di legno, una volta superata, spalancherà la strada per "l'inferno" e crollerà, insieme alla terra sotto i piedi di Mancini.Difficile la sua riconferma in caso di flop. Se impresa sarà, quel ponte rimarrà in piedi, pronto a nuovi impeghi, a ricordare che questa squadra, per tradizione, non la si può mai dare per morta. E' solo una speranza, un sogno. Fino all'11 marzo domineranno gli incubi, vecchi come quel tormentone di ponte. By Lore P.S caro Chri, sono sicuro che stai già pensando ad un nuovo video, alla stregua de "Il Valencia". Non so come andrà a finire, ma fa pure, eventualmente. Ti prego solo di non utilizzare le canzoni dei Beatles, veri miti della mia ormai lontana adolescenza. Poi i miei gusti musicali sono un po' cambiati, ma ricordo il quartetto di Liverpool con immutato affetto e gratitudine. Vederli legati ad un video antinterista sarebbe una beffa atroce. Inoltre mi risulta che McCartney sia tifoso dell'Everton...
 

Sei uno di noi!

Per chi del ns. gruppo è già "con le mani in pasta":
Ecco le perle del Chri su Youtube:
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Da Milano a Palermo, da Torino a Roma, da Novara a Villabate un solo grido si diffonde: QUESTO MASTER CI SERVIRA'???